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2010-03-02

Serenissima primavera

Speciale Carnevale "genitori e figli"

In catamarano a vela alle Seychelles dal 17 al 26 Febbraio

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Tutto il meglio da vivere in Laguna tra calli segrete e corti “sconte”

A marzo l’aria a Venezia è frizzante, tersa. Archiviato il Carnevale, la stagione turistica è solo agli inizi e, nelle belle giornate, perdersi per le calli ancora un piacere. Il Salone Nautico (dal 18 al 21 alla Stazione Marittima, leggi l'articolo) regala un’occasione ghiotta per un tour della città che elude i luoghi affollati, incamminandosi a piedi per il sestiere di Dorsoduro. La prima tappa è la bella chiesa San Nicolò dei Mandicoli, accanto all’ex cotonificio di Santa Marta, una delle sedi della Università di Architettura. Da qui si sbuca sul lungomare delle Zattere, proprio di fronte alla facciata neogotica di Molino Stucky. La passeggiata è gradevole e offre innumerevoli spunti di interesse, prima di arrivare alla Punta della Dogana. A cominciare dallo Squero di San Trovaso, uno dei pochissimi ancora in funzione, dove si costruiscono e riparano le gondole e le altre imbarcazioni della tradizione remiera veneziana (per visitarlo: info@squerosantrovaso.com). Il delizioso giardino del Museo d’Arte Moderna Peggy Guggenheim regala una piacevole sosta prima di affrontare la visita delle opere della Fondazione Pinault, ospitate dal giugno scorso dal Centro d’Arte Contemporanea di Punta della Dogana (aperto dalle 10 alle 19, tranne il martedì), negli storici edifici restaurati dall’archistar giapponese Tadao Ando. In alternativa, da San Trovaso si può puntare verso nord, passando per Campo San Barnaba, una delle zone più antiche di Venezia, fino ad arrivare al Campo Santa Margherita. Uno spazio di dimensioni insolite per Venezia, uno dei pochi dove i bambini possono giocare a pallone, animato dal mercato della verdura e del pesce e da tanti tavolini all’aperto, così arioso da non apparire mai veramente affollato. Proseguendo lungo Calle San Pantalon si arriva alla Scuola Grande di San Rocco e alla Basilica dei Frari, nel cuore del sestiere di San Polo, che custodisce, tra gli altri, due capolavori di Tiziano. Si piega quindi in direzione del Canal Grande per arrivare all’imbarco della gondola-traghetto di San Tomà, che tutti i giorni collega dalle sette e mezzo del mattino alle otto di sera San Polo e San Marco. Perché è comunque difficile, a Venezia, non passare di qui. Non fosse altro che per ammirare i tessuti pregiati di Bevilacqua o scegliere un “ricordo” nell’antica legatoria Pennisi, o ancora per una pausa culturale d’avanguardia alla Fondazione Bevilacqua La Masa (tel. 041.5237819), che espone fino al 5 aprile le opere dell’artista americano Jim Hodges. Per i vetri, lo sanno tutti, meglio andare con il vaporetto a Murano.
C.G.