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Valencia

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Dietro le quinte della Coppa. Il grande evento? La “scusa” perfetta per vivere intensamente una città mai così trendy

Tantti addetti ai lavori rimpiangono Auckland, il paradiso della vela. Non pochi sostengono che Trapani è ben più adatta alle regate. E c’è persino chi ricorda con più entusiasmo San Diego, dove il Moro di Venezia scrisse pagine e si svolse il (noioso) duello tra il piccolo cat americano e il “mostro” neozelandese. Sta di fatto che ormai la “città della Coppa” è Valencia, 700mila abitanti, capoluogo della Comunidad Valenciana ma soprattutto fulgido esempio di come la Spagna pre-crisi abbia mutato fisionomia, senza perdere il suo fascino. L’evento velico ha dato il tocco in più a una città già profondamente trasformata, dove il gotico mediterraneo del centro storico (ricco di palazzi eleganti come quello del Museo Nazionale della Ceramica) sopporta il contrasto degli edifici della Ciudad de Las Artes Y Las Ciencas (foto sopra), firmati da Santiago Calatrava. Barrios restaurati perfettamente e il waterfront dell’America’s Cup Park, dominato dal bianco Veles e Vents (by David Chipperfield) e con una decina di locali dove è normale incontrare velisti e supporter eccellente. A due passi c’è la spiaggia della Malvarrosa, ottimo punto per godersi le regate e per gustare la paella – valenciana in primis – nei tanti ristorantini. Ma qui non si vive di sola paella, l’offerta gastronomica è vivacissima: dai locali etnici alle charcuterie, regno dei salumi; dai bar di tapas ai ristoranti di avanguardia, ispirati dalla Nuova Cucina Spagnola. Mai ripartire senza un break dolce in una delle horchaterias, negozi storici simili a pasticcerie come El Siglo (plaza Santa Catalina 11) dove si beve la horchata – bevanda tradizionale – in cui inzuppare i fartons, tipici savoiardi spagnoli. I fanatici dello shopping (qui si dice andar per compras) possono divertirsi: le griffe non solo spagnole nelle stradine pedonali intorno all’arteria Poeta Querol; gli oggetti più fantasiosi nel Barrio del Carmen e le prelibatezze gastronomiche nel Mercado Central, incredibile labirinto di mille bancarelle sotto le vetrate di un bellissimo edificio in stile Art Déco. Se ci sono bambini al seguito, obbligatorio il percorso del Turia – il grande polmone verde che attraversa la città, ricavato dal vecchio corso del fiume – dove si può fare sport, seguire spettacoli, riposare all’ombra. Il percorso arriva dritto sino alla già citata Ciudad de Las Artes Y Las Ciencas (www.cac.es): da visitare lo spazio interattivo del Museo dedicato alla biologia e alla fisica, l’Emisfero tutto vocato alle tecnologie più avanzate e l’Oceanografic (GUARDA IL VIDEO), una vera città sottomarina – con tanto di suggestivo ristorante – dove ci sono gigantesche vasche con la fauna e flora più diverse e spettacolari gallerie acquatiche.

G.P.