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Basta cabin charter su vecchie barche a conduzione familiare. Sono le golette first class il nuovo trend della crociera in caicco. Per navigare a ritmo lento, serviti da professionisti dell’ospitalità

Bodrum è spazzata da un vento teso. Un respiro che arriva dal cuore dell’Asia attraverso gli altopiani anatolici. Soffi improvvisi che ti fanno perdere l’equilibrio e lasciano un cielo elettrico dove le nuvole corrono più in fretta dei sogni. Il porto è una selva d’alberi e scafi. Centinaia di caicchi e golette di ogni tipo ormeggiati all’ombra delle mura del castello-museo che domina l’abitato. Città natale di Erodoto (485-425 a.C.), è luogo di lunga storia, ma pochi sono i resti e le tracce. Cancellata da tempo la tomba del re di Caria, Mausolus, giudicata da Plinio una delle sette meraviglie dell’antichità, rimangono da visitare la fortezza di San Pietro, oggi Museo di Archeologia Marina, e l’antico teatro. Meritano un’occhiata anche i resti dei cantieri navali dove venne ricostruita la flotta ottomana dopo essere stata distrutta dai Russi nel 1770. Dietro alla fila di ristoranti e bar che affollano il lungomare, il bazar si estende in un dedalo di vicoli ingentiliti dalle pergole. Si compra di tutto: dalle grandi firme alle cianfrusaglie, passando per tappeti e gioielli. Se cercate invece boutiques più raffinate, camminate fino allo shopping center che si trova subito prima dello yacht club.
Fra disco e minareti, la notte di Bodrum non è fra le più silenziose, specie se l’imbarco è il venerdì o il sabato. Un golfo lungo una crociera Con settemila chilometri di coste fra cui scegliere, la Turchia offre al turismo nautico un ventaglio di possibilità che in comune hanno la natura intatta, coste poco antropizzate segnate da ampie baie e profondi fiordi, siti archeologici e mare pulito. Bodrum, oltre a Marmaris e Göcek, è il porto più importante per il charter e da qui partono le crociere più interessanti, come quella che si sviluppa interamente nelle acque protette del golfo di Gökova. Lasciare il porto è un grottesco rompicapo: decine di barche che si muovono nello stesso tempo in un groviglio di ancore e catene. Finalmente in mare, si naviga attraverso il golfo volgendo la prua in direzione della penisola di Datça. La prima tappa è alle “sette isole”, dove si cala l’ancora in una baia silenziosa e senza nome. Intorno solo acqua perfettamente trasparente e qualche piccola spiaggia deserta.

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