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Ellison trionfa, fa pace con Bertarelli e si prepara a difendere il Trofeo nel 2013. Con un alleato italiano e tante novità in mente che ci anticipa: barche, date, formato e sedi

- Quando voglio una cosa, normalmente me la prendo e adesso voglio la Coppa America -Lo ha detto e lo ha fatto. E che importa se per ottenerla ha speso sette anni e circa 500 milioni di dollari, “Larry” sa aspettare e non è certo uno che bada a spese. Quarto uomo più ricco del mondo, con un patrimonio di 22,5 miliardi di dollari, tra una causa legale e l’altra, ha trovato anche il tempo per acquistare la Sun Microsystem (costo circa 7,4 miliardi), un’operazione che ha reso la sua Oracle una roccaforte informatica. Nemico giurato? Bill Gates: «Pensare a Gates come all’uomo più furbo d’America è inesatto... la ricchezza non è la stessa cosa dell’intelligenza». Per un po’ anche Ernesto Bertarelli è entrato nella “lista nera”, ma adesso che lo “svizzerotto” non è più un problema, non avrebbe alcuna difficoltà anche «a farci una regata insieme». In America è visto come un uomo duro, intuitivo e molto, molto potente che ama rimarcare le origini umili per mettere in risalto le sue indubbie capacità imprenditoriali (nato nel Bronx è stato cresciuto da una zia senza mai conoscere l’identità del padre); un “self made man” che deve ringraziare solo la forza delle proprie idee, «Altro che Bertarelli, che la pappa l’ha trovata bella e pronta...». Ambizioso quanto basta – «Sono motivato dalla vittoria, mi piace l’idea che Oracle diventi la numero uno, mi piace l’idea di vincere l’America’s Cup. Di soldi ne ho già tanti, non me ne servono altri. Voglio solo diventare il numero uno» – diventa ossessionato dalla Coppa dopo il 1998: quell’anno partecipa alla tragica edizio edizione della Sydney-Hobart (6 velisti morti, 55 recuperati in una tempesta senza precedenti). Il suo maxi Sayonara è primo in tempo reale ma lo shock è devastante. «Ci siamo salvati per miracolo, devo a Chris Dickson la mia vita. Ho giurato che non avrei mai più fatto una regata del genere. Per questo ho scelto la Coppa America; lì almeno, non è mai morto nessuno». Dopo due tentativi andati a vuoto riesce a mettere in piedi il “dream team”: «Vi do un consiglio, se volete vincerla, ingaggiate Coutts, il suo palmarès non è male, ha fatto quattro Coppe e le ha vinte tutte!».

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