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Paul Cayard: America?s cup, rivoluzione annunciata

Lo skipper di Artemis commenta in esclusiva per Y&S il nuovo protocollo della Coppa America

Il Protocollo della 34° America’s Cup ci permette di farci un’idea piuttosto accurata su come il Defender intende strutturare l’America’s Cup. Molti dei concetti espressi finora dal Golden Gate Yacht Club e da BMW Oracle, il team che lo rappresenta, mi trovano pienamente d’accordo. L’idea di una gestione indipendente dell’evento contribuirà ad aumentarne equità e integrità. Un circuito internazionale di pre-regate, che continua per un intero anno, aumenterà il valore commerciale di tutti i team e gli sponsor coinvolti. Un’imbarcazione più veloce, impegnata su percorsi più brevi, renderà più eccitante la gara, permettendo così alla vela di affascinare un pubblico che al momento appare piuttosto disinteressato.
Come prevedevo, l’annuncio ha chiarito, tra le altre cose, che la 34° edizione della America’s Cup si svolgerà su grandi catamarani spinti da un’ala rigida. La scelta del 2013 come anno per la fase finale è notizia gradita, che sicuramente causerà molto stress alle sedi delle regate. Prepararsi ad accogliere le regate dell’America’s Cup in meno di tre anni non sarà facile. Infatti nessuna città l’ha ancora fatto. Ma gareggiare nel 2013 comporterà un risparmio notevole per i team, fattore importante data la congiuntura economica in cui ci troviamo. Per i team, sarà un po’ come partecipare all’America’s Cup partendo da zero. Siamo di fronte a un nuovo ordine mondiale.
Primo, multiscafo al posto di monoscafi. Chi pertanto potrà essere considerato un esperto? Ecco che improvvisamente il know-how maturato in cinque America’s Cup con barche di classe AC perde molto del suo valore. Chi invece ha vinto due medaglie olimpiche in Tornado, come Santiago Lange o John Lovell, diventa all’improvviso un esperto. Tutti noi che partecipiamo alla Coppa dagli anni ‘80 ci impegneremo duramente per fare esperienza sui multiscafo. Tutti i team escogiteranno programmi di navigazione per acquisire dimestichezza il più velocemente possibile. Il nuovo circuito di pre-regate dell’America’s Cup userà catamarani di 45 piedi One Design, con alberi dotati di ala rigida, durante tutto il 2011, per poi passare alla nuova classe AC Cat a partire dal 2012. Così nel giugno del 2011, tutti i team seri saranno impegnati in forze nella costruzione. In effetti, con la Coppa nel 2013, e due barche ammesse, ognuna con due o tre ali, questa edizione dell’America’s Cup sarà una gara di costruzione navale.
L’altra novità descritta nel Protocollo è il “circuito”. Questo sarà una componente importante della campagna di America’s Cup, nonché un valore aggiunto in termini commerciali per i team che vi partecipano. Piantare le tende per poi smontarle, metterle in valigia e spostarsi nel posto successivo sei-otto volte in un anno non sarà un’impresa da poco. Inoltre, nel 2012, gli eventi del “circuito” saranno l’unica possibilità che i team avranno per sviluppare la propria imbarcazione, anche se a queste regate sarà ammesso un solo scafo per team. Perciò i progettisti e i gruppi di analisi delle prestazioni saranno presenti in forze a ognuno di questi eventi. Mentre nel frattempo, qualcun altro progetterà e costruirà la barca numero due! Mi manca già il fiato solo al pensiero.

Paul Cayard

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